AFO - ABI Financial Outlook – luglio 2026


01-08-2026

Rapporto di Previsione 2026-2028

Questo Rapporto, realizzato anche grazie al contributo degli Uffici Studi delle principali banche operanti in Italia, fornisce indicazioni sull’evoluzione attesa nel triennio 2026-2028 delle principali grandezze reali e finanziarie - nazionali e internazionali - e dell’attività delle banche.
Il contesto internazionale, pur avendo mostrato segnali di miglioramento nella seconda metà dello scorso anno, è tornato a essere caratterizzato da un elevato livello di incertezza geopolitica a seguito dello scoppio della guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio. Per quanto riguarda i possibili impatti economici, il quadro presenta analogie con la fase di forte instabilità emersa nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha infatti prodotto effetti immediati e rilevanti sui costi dell’energia e, attraverso questi, sul livello generale dei prezzi, sull’andamento dell’economia reale e, di conseguenza, sul sentiero atteso dei tassi di interesse delle banche centrali. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, fino a febbraio le attese indicavano un profilo di sostanziale stabilità dei tassi nell’area dell’euro e una ripresa del percorso di riduzione dei tassi negli Stati Uniti. Dopo lo scoppio del conflitto, la BCE ha innalzato i propri tassi di riferimento di un quarto di punto e si prevede che possa procedere a uno o due ulteriori rialzi entro la fine dell’anno. Negli Stati Uniti, i tassi sono invece attesi dagli analisti stabili o, al più, in lieve aumento nei prossimi mesi. Le revisioni riflettono esclusivamente l’impatto del conflitto in Iran sulla dinamica dei prezzi. Tale effetto, tuttavia, appare circoscritto all’inflazione del 2026: nella simulazione di base, già nella media del 2027 la crescita dei prezzi è prevista tornare su livelli coerenti con gli obiettivi delle banche centrali. Coerentemente con questo scenario, il nostro quadro previsivo incorpora due ulteriori rialzi del tasso sui depositi presso la BCE nel corso dell’anno, ciascuno pari a 25 punti base. Seguono una riduzione di pari entità verso la fine del prossimo anno e un ulteriore ribasso nella prima metà del 2028.
Gli effetti delle tensioni geopolitiche, soprattutto sul versante inflazionistico, determinerebbero un peggioramento delle già contenute prospettive di crescita dell’economia italiana. In questa sessione previsiva, il PIL italiano potrebbe crescere dello 0,5% quest’anno, per poi aumentare dello 0,6% e dello 0,7% nel successivo biennio. Rispetto alle previsioni dello scorso dicembre, ciò implicherebbe una revisione al ribasso di quattro decimi di punto nel cumulato del biennio 2026-2027. Più significativi risulterebbero gli effetti sulla dinamica dei prezzi: l’inflazione aumenterebbe in media del 2,7% quest’anno, per poi rallentare al 2,1% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. In questo caso, la revisione al rialzo sarebbe pari a 1,7 punti percentuali, sempre nel cumulato del biennio 2026-2027. 
Data l’elevata incertezza sugli esiti degli accordi, abbiamo elaborato anche uno scenario avverso che, rispetto allo scenario di base, si caratterizzerebbe più per una maggiore persistenza degli impatti inflazionistici che per una loro più elevata
intensità.

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