ABI Monthly Outlook: aprile 2026


22-04-2026

Il rapporto mensile di novembre dell’ABI mette a disposizione in maniera tempestiva e chiara una serie di informazioni quantitative propedeutiche ad analizzare in maniera puntuale la dinamica del settore bancario e finanziario.
Da ottobre 2023, i tassi di mercato sono progressivamente diminuiti a seguito dei tagli della BCE, una tendenza proseguita anche nei primi mesi del 2025. Nei primi giorni di marzo si è osservato un assestamento: i tassi a breve termine si sono stabilizzati o leggermente ridotti, mentre quelli a lungo termine hanno registrato un rialzo.

PRESTITI BANCARI
A marzo 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,2% registrato a febbraio, proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025.
In dettaglio, per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese è il nono mese consecutivo di crescita dei prestiti. Infatti, a febbraio 2026 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6%, mentre quelli alle imprese dell’1,8%.

RACCOLTA DA CLIENTELA
La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 78,8 miliardi tra febbraio 2025 e febbraio 2026 (30,2 miliardi famiglie, 15 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione).
La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a marzo 2026 è risultata in aumento del 2,6% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+3,8% nel mese precedente).
A marzo 2026 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,7% su base annua (+4,3% il mese precedente).
La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a marzo 2026 è aumentata dell’1,5% rispetto ad un anno prima (+0,6% nel mese precedente).

TASSI DI INTERESSE SUI PRESTITI BANCARI
A marzo 2026:
• il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,98% (come nel mese precedente);
• il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,26% (3,33% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023);
• il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,36% (3,44% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).

TASSI DI INTERESSE SULLA RACCOLTA BANCARIA
Il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a marzo 2026 era il 2,09%, stabile rispetto al mese precedente e superiore a quello medio dell’area dell’euro che si attestava all’1,88% a febbraio. Rispetto a giugno 2022, (ultimo mese prima dei rialzi dei tassi BCE) quando il tasso era dello 0,29%, l’incremento è stato di 180 punti base.
Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a marzo 2026 è stato il 2,88%.
A marzo 2026 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,65% (in aumento rispetto allo 0,64% di febbraio 2026 e allo 0,32% di giugno 2022).
Il tasso sui conti corrente, che non hanno la funzione di investimento e permettono di utilizzare una moltitudine di servizi, a marzo 2026 è stato lo 0,28% (in incremento rispetto allo 0,27% di febbraio 2026 e allo 0,02% di giugno 2022).

MARGINE TRA TASSO SUI PRESTITI E TASSO SULLA RACCOLTA
Il margine (spread) sulle nuove operazioni (differenza tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta) con famiglie e società non finanziarie a marzo 2026 è stato di 191 punti base.

CREDITI DETERIORATI
A febbraio 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) ammontavano a 27,6 miliardi di euro, da 30 miliardi di settembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di quasi 169 miliardi.
A febbraio 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,32% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a settembre 2025 (1,43%; 1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015.

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